Il doppio volto della creatività: John Lennon

Noto come leader dei Beatles e rivestito tristemente di immortalità nell’universo musicale a causa del suo tragico assassinio a soli quarant’anni, John Lennon conferma la sua imponente personalità anche attraverso la grafia.

L’osservazione di questo scritto fa emergere innanzitutto una prevalenza di ‘nero’ sul ‘bianco’ del foglio che viene occupato con ampiezza e in modo fitto. Questa caratteristica è un chiaro indicatore di capacità espansiva nell’ambiente, di un istinto unito ad una necessità di distinguersi attraverso una presenza densa, che non vuole passare inosservata.

Il filo grafico si srotola con spigliatezza dando vita ad una scrittura prevalentemente legata e ricca di originalità rintracciabili sia nei collegamenti tra lettere, sia nella singolarità formale di alcune lettere che si distaccano dal modello scolastico. L’impeto creativo è dominante e si esplica in un’impulsività espressiva del linguaggio sia scritto che parlato, una spinta a far sentire la propria voce in svariate declinazioni. Le personalizzazioni non inficiano la chiarezza e questa peculiarità riconduce ad una spontaneità di fondo dell’ “uomo” Lennon che, tuttavia, oltre una facciata a tratti piuttosto irriverente cela un’emotività gestita con fatica. Ne sono il segnale alcuni ripassi e cancellature così veementi da far pensare ad una difficoltà profonda nell’osservare l’errore e perdonarselo.

La firma (vergata aggiungendo anche il nome di sua moglie Yoko Ono) è coerente col testo soprastante e conferma la genuinità di una persona che è se stessa sempre, senza artificiosità legate ad un ‘personaggio’pubblico a cui aderire. La ‘J’ fortemente inclinata a sinistra forma un gancio che cerca di appigliarsi al passato, alle proprie origini, alla figura materna.

 

© Chiara Santilio

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